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Rischio listeriosi: pubblicato parere del CNSA

Rischio listeriosi: pubblicato parere del CNSA

Il Comitato nazionale Sicurezza alimentare (CNSA) ha valutato il rischio di esposizione per il consumatore alla listeriosi di origine alimentare. Nel parere pubblicato, il CNSA raccomanda ai consumatori alcuni accorgimenti in ambito domestico nelle fasi di manipolazione, conservazione e somministrazione.

Alla base della valutazione, uno studio condotto dal Laboratorio nazionale di riferimento per Listeria monocytogenes.

Tale studio ha evidenziato maggiori criticità per i piatti cotti a base di carne.

Ai consumatori il CNSA raccomanda di:

  • evitare di conservare per lungo tempo i prodotti "pronti al consumo" acquistati presso la grande e piccola distribuzione, per minimizzare l'esposizione al patogeno in ambito domestico
  • evitare la cross-contaminazione tra prodotti crudi e alimenti pronti al consumo
  • raffreddare rapidamente i cibi cotti

I dati dei controlli ufficiali "non possono essere perfettamente rappresentativi della reale situazione della contaminazione Ad esempio, alcuni alimenti potenzialmente implicati, quali il salmone affumicato o alcuni formaggi erborinati, non sono risultati particolarmente a rischio per ragioni contingenti.

Non è stato considerato, infine, l'effetto della conservazione degli alimenti che, in considerazione delle caratteristiche dello specifico alimento e dei tempi e temperature di conservazione, potrebbe comportare un significativo incremento del rischio di esposizione.

Non è stato considerato, infine, l'effetto della conservazione degli alimenti che, in considerazione delle caratteristiche dello specifico alimento e dei tempi e temperature di conservazione, potrebbe comportare un significativo incremento del rischio di esposizione. Una più precisa valutazione del rischio su specifici prodotti, che tenga conto delle loro caratteristiche chimico-fisiche (pH e acqua libera), delle principali modalità di contaminazione e distribuzione di Listeria sul prodotto e delle condizioni di conservazione (tempo e temperatura) consentirà di stimare in modo più pertinente l'esposizione del consumatore finale.

Lo studio ha comunque fornito elementi sufficienti a suggerire le azioni da intraprendere per migliorare l'identificazione dei casi di listeriosi e la relativa indagine epidemiologica.

Il parere auspica due ordini di intervento:

  • l'istituzione di un sistema integrato che consenta di avere un unico repository (ceppo teca) e di procedere alla correlazione, anche mediante tipizzazione genomica, dei ceppi di Listeria isolati da alimenti e mangimi e nel corso delle forme cliniche di malattia, sia umane che animali
  • l'individuazione di una rete di laboratori regionali che, con il coordinamento del Laboratorio nazionale di riferimento, applichino standard uniformi per l'indagine epidemiologica dei casi umani da, con opportuna integrazione medico/veterinaria e con la creazione di un flusso informativo integrato tra centri specialistici di cura e laboratori di riferimento per l'uomo

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