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Polveri in cantiere: linee guida e comportamenti da adottare

Polveri in cantiere: linee guida e comportamenti da adottare

Quali rischi regolano la gestione delle polveri in cantiere? I requisiti legali da considerare sono descritti nel Testo Unico per la Sicurezza, il quale è diviso in tredici titoli e in cinquantuno allegati.

Il Titolo I delinea i principi comuni e i criteri che le organizzazioni devono adottare per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, mentre quelli successivi li approfondiscono.

Allegato IV – Requisiti dei luoghi di lavoro, Titolo II

L’Allegato appena citato delinea le caratteristiche degli ambienti di lavoro in cui si svolge l’attività: “Il datore di lavoro deve mantenere puliti i locali di lavoro, facendo eseguire la pulizia, per quanto è possibile, fuori dell’orario di lavoro e in modo da ridurre al minimo il sollevamento della polvere dell’ambiente, oppure mediante aspiratori”.

Titolo IX – Sostanze pericolose, Capo I, Capo II, Capo III

Questi tre capi sono il riferimento principale per coloro che devono valutare il rischio connesso alle polveri negli ambienti lavorativi.

  • Capo I: protezione da agenti chimici
  • Capo II: protezione da agenti cancerogeni e mutageni
  • Capo III: protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto

Queste parti si differenziano tra di loro per le diverse modalità in cui l’esposizione dei lavoratori all’amianto deve essere gestita sotto il profilo organizzativo e ai processi amministrativi.

La valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi è il fondamento della protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, ed è comune a tutti i tre i capi sopra citati. Viene definito come composto da sei passi:

  1. Individuazione dei pericoli, composta da tutte le situazioni che possono condurre alla perdita della capacità lavorativa per infortunio o malattia professionale.
    Bisogna, cioè, individuare la potenziale presenza di polveri negli ambienti di lavoro definendone la pericolosità in base alla loro composizione chimica e sul modo in cui influiscono sull’organismo umano. Sono considerati agenti chimici pericolosi quelli per cui il regolamento CLP ha stabilito la necessità di etichette ed imballaggi appositi, a seconda della loro pericolosità. Ma non solo, bisogna considerare anche gli agenti chimici che posseggono proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche che possono danneggiare l’organismo umano;
  2. Per la definizione delle sostanze cancerogene fa riferimento sia al regolamento CLP e sia alle miscele e procedimenti presenti nel Testo Unico, Allegato XLII;
  3. Valutazione del rischio: il Titolo IX stabilisce i principi tecnici di riferimento da adottare. Bisogna valutare l’esposizione dei lavoratori alle polveri e alle sostanze in cui sono composte, secondo le modalità di assorbimento dell’organismo;
  4. Determinazione delle misure di prevenzione e protezione con la predisposizione di un piano secondo le misure di tutela;
  5. Definizione di un sistema di monitoraggio e misurazione, per valutare che i controlli definiti siano corrispondenti alle aspettative;
  6. Revisione del processo, con valutazione dell’efficacia e mantenimento delle prestazioni previste.

Strumenti per l'aspirazione delle polveri

Sono presenti diverse attrezzature per l’aspirazione delle polveri e il datore di lavoro, per sceglierle, deve basarsi sui principi del Titolo III del Decreto Legislativo 81/2008.

Per decidere la soluzione migliore per l’aspirazione delle polveri è necessario verificarne l’efficacia, la conformità normativa e, soprattutto, accertare che non introducano rischi residui negli ambienti di lavoro.

In particolari situazioni occorre valutare, inoltre, il rischio di incendio o di esplosione, poiché pure le polveri possono causare incendi.

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